Lei aveva l'anima piena di amarezza e pregò il Signore piangendo dirottamente
(1 Samuele 1:10)

Anna era amareggiata. Non soltanto: era umiliata e affranta. La sua situazione era molto particolare; benché avesse l'amore di suo marito si sentiva in una condizione di inferiorità poiché non aveva figli. Inoltre, era mortificata dalla sua rivale e questo giunse a influenzare negativamente anche il suo rapporto con Dio, perché non riusciva più ad adorare, quando saliva ogni anno a Gerusalemme. La condizione di Anna è simile a quella di persone che non riescono a trovare piena soddisfazione per mancanze, debolezze, e a volte per colpa degli altri. Anna era piena di amarezza, ma non si scagliò contro la rivale, né si ribellò al marito, non si lamentò con Dio per la sua infelicità. Fece la sola vera cosa utile e intelligente: sfogò il suo dolore in preghiera davanti al Signore. Anna aprì tutto il suo cuore davanti a Dio, espose la sua condizione, espresse i suoi desideri, in pieno timore e fede. E, dopo la preghiera, fu liberata della sua amarezza. Quando c'è qualcosa che non va, Anna ci insegna ad aprirci davanti al Signore: non rimarremo gli stessi. Prendiamo esempio da lei.

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