Pietro, voltatosi, vide venirgli dietro il discepolo che Gesù amava
(Giovanni 20:20)
Forse Gesù non amava tutti i discepoli allo stesso modo? È mai possibile che facesse delle parzialità? Questo discepolo, identificabile con Giovanni, si acquistò nel tempo il soprannome di "discepolo che Gesù amava". Eppure, se consideriamo la sua vita, notiamo che inizialmente, avendo agito e parlato in maniera avventata e irriflessiva, si era meritato da Gesù stesso ben altro soprannome: "figlio del tuono". Nel tempo trascorso con il Maestro, però, la sua vita fu modellata fino a diventare uno strumento per la Sua gloria. Gli anni della formazione, la nuova nascita e la pienezza dello Spirito Santo ne fecero un potente servitore del Signore. In altre parole, nel tempo egli imparò ad amare il Signore instaurando un rapporto d'intima comunione con Lui. Giovanni fu, fra i Dodici, il più longevo e lo scrittore più prolifico. Gesù non fa parzialità e desidera avere questo tipo di rapporto con chiunque Lo cerca con sincerità. Se vogliamo essergli graditi dobbiamo realizzare una comunione intima con il Signore. Come? Vivendo a stretto contatto con la Sua Parola, realizzando la guida del Suo Spirito e facendogli giungere sempre la nostra in preghiera.