Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare
(Giacomo 1:5)

Dio non rinfaccia ad alcuno di avergli già dato troppo, ma si compiace per la giusta brama delle Sue benedizioni celesti. Il Signore va incontro alle nostre limitazioni naturali senza farcele pesare, tornando a spiegarci le stesse cose. Siamo noi che dobbiamo imparare a non accusare il Redentore di lasciare l'opera Sua a metà, di contraddire le promesse fatteci quando ci pone in dure circostanze. Se non scorgi le motivazioni divine in quello che stai passando, non rinfacciare a Gesù le cose in cui Lo hai ubbidito. È questa la reazione più improduttiva. È lecito chiedere a Dio di liberarci nelle vicissitudini, senza però dubitare della Sua benignità, come se una cosa da Lui permessa possa non cooperare al nostro bene. Tuttavia la saggezza sta nel domandare cosa Egli voglia insegnarci o farci recuperare nella prova. Se hai perso le Sue benedizioni, non temere di tornare a domandarle al Signore, ancora pronto a donare con amore. Quando Dio perdona, dimentica, senza rinfacciare le trasgressioni per cui Cristo ha pagato. "Non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità" (Ebrei 10:17). Egli non rivanga i tuoi difetti, ma vuole rinnovare il tuo cuore ed affinare la tua fede.

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