Scrutami, o Signore, e mettimi alla prova; purifica i miei reni e il mio cuore
(Salmo 26:2)

Il salmista ha il desiderio di piacere a Dio e di gustare le Sue benedizioni, ma è consapevole che per ottenere ciò è necessaria una determinata condizione spirituale. Egli sa molto bene che non è possibile andare a Dio presentando la propria giustizia ne i propri meriti. Se desideriamo anche noi essere graditi al Signore, come il salmista, allora, è opportuno chiedergli di esaminarci affinché possiamo trovare la Sua approvazione. Innanzitutto chiediamogli di scrutarci, di farci un esame profondo affinché ci possa essere rivelato cosa non va nella nostra vita. Questo, però, richiede da parte nostra una totale arrendevolezza nelle Sue mani e una completa fiducia nella Sua Onniscienza. Poi, chiediamo ancora al Signore di provarci, sperimentarci, con lo scopo di vedere quali sono i nostri veri sentimenti o se vi è qualche peccato a noi oscuro e mostrarci quello che dobbiamo correggere per piacere a Lui. Infine, chiediamo al Signore di purificarci, di togliere dal nostro cuore ogni scoria; soltanto Lui può farlo per mezzo del sangue di Cristo, certi che il Padre accoglierà a Sé e benedirà coloro che sono stati lavati dal sangue del Suo Figliolo.

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