Quando Gesù ebbe preso l'aceto, disse: «È compiuto!» E chinato il capo rese lo spirito
(Giovanni 19:30)
Queste ultime parole di Gesù sono in realtà un'unica parola in greco: "tetelestai". Era il termine che si iscriveva negli atti di un detenuto che aveva scontato la pena in una prigione romana, sulla croce di un prigioniero giustiziato o sulla ricevuta del pagamento di un tributo. Il significato è: "Completamente pagato". Cristo, con la Sua morte, saldò un debito non Suo ma nostro, perché noi dovevamo al Signore qualcosa che non eravamo in grado di assolvere. Egli ha subìto al nostro posto la condanna della giustizia di Dio, che il peccato meritava. La buona notizia del Vangelo è proprio questa: tutto è compiuto! Il nostro debito è estinto. La riconciliazione con Dio è possibile. Non c'è nulla da aggiungere al sacrificio di Gesù. Non sono necessari "contributi" integrativi da parte nostra. C'è tuttavia una cosa che spetta unicamente a noi: accettare per fede l'espiazione per la nostra colpa, il pagamento del nostro riscatto e condurre una vita in obbedienza ai Suoi insegnamenti. «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli..» (Matteo 7:21). Se ancora non hai compiuto questo vitale passo di fede, fallo oggi stesso, prima che sia troppo tardi, affinché la perfetta opera del Redentore sia compiuta in te!