I suoi fratelli erano invidiosi di lui, ma suo padre serbava dentro di sé queste parole
(Genesi 37:11)
Giacobbe e i suoi figli ascoltavano Giuseppe raccontare un sogno nel quale aveva visto il sole, la luna e undici stelle inchinarsi davanti a lui. La reazione di Giacobbe e dei fratelli di Giuseppe non fu certamente delle migliori. Ai loro orecchi, le sue parole suonavano fantasiose e irrealizzabili se non addirittura farneticanti e offensive. Dopo diversi anni, però, avrebbero dovuto riconoscerne la veridicità. Di lì a poco Giuseppe fu venduto come schiavo dai fratelli e condotto in Egitto. In un'occasione interpretò un sogno del faraone, che Dio gli aveva rivelato perché si preparasse per un'inaudita carestia. Fu allora che Giuseppe divenne consigliere del sovrano e organizzatore di tutte le risorse del paese. In quella veste accolse i suoi fratelli spinti dalla carestia a scendere in Egitto per acquistare il grano. I fratelli, che avevano respinto e deriso le sue parole, si dovettero umiliare davanti a lui. Il padre, Giacobbe, che le aveva serbate nel cuore, ebbe la gioia di rivedere il figlio creduto morto. Non rigettiamo la Parola di Dio, anche quando questa suona incredibile e irrealizzabile. Impariamo a serbarla nel nostro cuore, nell'attesa che Dio la confermi, perché per certo Egli lo farà!