Esaù gli corse incontro, l'abbracciò, gli si gettò al collo, lo baciò e piansero
(Genesi 33:4)
Esaù aveva rincorso suo fratello Giacobbe per una vita. Anni prima, infatti, era stato vittima di un imbroglio da parte del fratello. Ora si incontravano per la prima volta, dopo molto tempo. Giacobbe si era arreso, voleva chiedere perdono al fratello. "Giacobbe alzò gli occhi, guardò, ed ecco Esaù che veniva avendo con sé quattrocento uomini. Egli stesso passò davanti a loro, e si inchinò fino a terra sette volte, finché si fu avvicinato a suo fratello" (Genesi 33:1-3). Si umiliò profondamente, come dimostra il fatto che s'inchinò fino a terra per sette volte. La reazione di Esaù fu meravigliosa: gli corse incontro e lo abbracciò. Quel gesto fece svanire ogni rancore, ogni risentimento. Il desiderio di rivalsa e di soddisfazione era scomparso. Si baciarono e piansero insieme. Esaù aveva ceduto alla richiesta, implicita ma significativa, di perdono. In questo, Esaù e Giacobbe sono da prendere ad esempio. Sia che dobbiamo chiedere perdono, sia che dobbiamo concederlo, oggi stesso non lasciarti scappare l'occasione. Chiedi perdono o, se qualcuno ti ha chiesto perdono, va' e abbraccialo. Dio vi benedirà entrambi.