Nella sinagoga si trovava un uomo che aveva uno spirito di demonio impuro, il quale gridò a gran voce: Ahi! Che c'è fra noi e te Gesù Nazareno?
(Luca 4:33-34)
Gesù si trovava a Capernaum e il sabato si recò nella sinagoga per ammaestrare i presenti, che stupivano del Suo insegnamento. Tra i presenti c'era anche un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale si rivolse al Signore, confrontandosi con Lui. Fatte le dovute eccezioni e prese ovviamente le dovute distanze dalla condizione spirituale di quel pover'uomo, è degna di nota la frase con cui egli inizia il dialogo con Gesù. Una domanda che anche noi oggi dovremmo rivolgere a noi stessi: "Che cosa c'è tra noi e Gesù?", che rapporto abbiamo con il Maestro? Da quando L'abbiamo incontrato, siamo cresciuti nelle Sue vie, siamo tornati indietro o siamo sempre allo stesso punto? La nostra certezza è che Gesù Cristo è sempre lo stesso e quindi eventualmente, se qualcosa è mutato, non dipende certamente da Lui. Se ci troviamo mancanti davanti a Lui, permettiamogli di operare in noi, consentendogli di aggiungere ciò che ci manca o di liberarci da ciò che c'impedisce di crescere nelle Sue vie. Riconosciamo la Sua autorità e la Sua signoria e recuperiamo il tempo perduto, sicuri del Suo intervento, perché Egli vuole soltanto il bene per ciascuno di noi e per le anime nostre.