Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno i miei occhi, non quelli d'un altro
(Giobbe 19:27)

Giobbe era un uomo sofferente, in ogni senso: i suoi figli e le sue figlie sono morti, sua moglie l'ha abbandonato, non ha più beni e bestiame e il suo fisico è minato da una terribile malattia che ha invaso tutto il suo corpo. Ma Lui ha una certezza: vedrà Dio! "E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno i miei occhi, non quelli d'un altro; il cuore, dal desiderio, mi si consuma!" Giobbe non sa nulla circa la resurrezione, non ha letto trattati sull'aldilà, eppure sa che lo aspetta un'eternità da vivere alla presenza del Signore. Molti secoli dopo, l'apostolo Giovanni scrive: "Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand'Egli sarà manifestato saremo simili a Lui, perché lo vedremo com'Egli è. E chiunque ha questa speranza in Lui, si purifica com'Egli è puro". Vedremo Dio come Egli è! I nostri occhi lo contempleranno. Gesù ci ha promesso: "Io vado davanti a voi a prepararvi un luogo e quando lo avrò preparato vi accoglierò, affinché dove sono io, sarete ancora voi". Essere con Cristo, questa è la beata speranza dei redenti. È anche la tua?

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