Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta
(Efesini 4:1)

Paolo era prigioniero per amore del Signore. Fu imprigionato a causa della predicazione del Vangelo, perseguitato perché non volle rinunciare alla missione affidatagli. Nonostante la sua condizione, si preoccupava che i credenti si comportassero in modo degno del loro Salvatore Gesù Cristo. Essi avevano risposto alla chiamata di Dio a ravvedimento e conversione. Chi si onora di chiamarsi cristiano, rigenerato mediante il Suo Spirito, ha il dovere di comportarsi in modo degno del nome che porta. Sono troppi quelli che si definiscono cristiani e celebrano riti cristiani, ma con le loro parole e le loro azioni testimoniano di non aver nulla in comune con Cristo. Un comportamento degno produce rispetto e stima, in primo luogo da parte di Dio. "Ed è anche a quel fine che preghiamo continuamente per voi, affinché il nostro Dio vi ritenga degni della vocazione e compia con potenza ogni vostro buon desiderio e l'opera della vostra fede, in modo che il nome del nostro Signore Gesù sia glorificato in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e Signore Gesù Cristo" (2 Tessalonicesi 1:11). Una condotta degna di Cristo, inoltre, ci darà modo di attrarre altri a Lui, perché realizzino la Sua grazia.

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