Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione
(Apocalisse 1:9)
Patmos, una piccola isola rocciosa nell'Arcipelago della Grecia, sebbene oggi sia una meta turistica, non fu per l'apostolo Giovanni una meta di vacanza. Il luogo era inospitale: scarsa vegetazione, tante rocce e poca acqua potabile. Giovanni si trovava lì in esilio, in seguito alla persecuzione. Era sofferente, ma consapevole che anche gli altri credenti lo erano, tanto che nel rivolgersi ai suoi lettori, si definì "vostro compagno nella tribolazione". Talvolta si possono condividere ostilità materiali e pene morali senza che l'uno sia di sollievo alla situazione dell'altro. Quando siamo illuminati dalla grazia di Dio, invece, le difficoltà diventano fonte di benedizione e di crescita grazie all'incoraggiamento che sprigiona dalla fedeltà e dalla forza morale di chi si trova nelle "medesime sofferenze". D'altro canto la fede nell'Iddio vivente, con la certezza che Egli è al controllo in ogni circostanza, non soltanto può sostenere noi ma può essere di supporto ad altri con l'esempio e con le parole. Perciò, Dio ti benedica "compagno nella tribolazione", se sei afflitto a causa di particolari avversità, non pensare di essere l'unico, non sprofondare nel pessimismo, ma ricorda le parole di Gesù: "Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo" (Giovanni 16:33).