Qualora mio padre e mia madre m'abbandonino, il Signore mi accoglierà
(Salmo 27:10)

Una nota rivista scientifica ha pubblicato una serie di articoli nei quali si evidenzia che tra gli animali si manifesta "l'affetto filiale". I genitori, anche tra le creature più feroci, sono disposti a esporre la loro vita per i propri piccoli. Le notizie che ci giungono, purtroppo, sembrano dire che quest'amore naturale, immutato tra quelle che noi reputiamo "bestie", è venuto meno tra gli uomini. Non è raro sentire di madri che abbandonino i propri figli, di padri che non adempiano ai loro doveri. L'uomo è incrudelito fino a rendere "normale" il più orribile dei crimini contro la propria progenie, "l'aborto". Davide, che ha scritto il Salmo 27, aveva conosciuto un amore più grande di quello umano, un amore che non viene mai meno. Egli riteneva l'amore di Dio più stabile dell'amore dei suoi genitori, che dalla testimonianza resa loro dalla Bibbia erano stati in tutto apprezzabili. L'amore di Dio era per Davide qualcosa su cui poter contare sempre, in ogni situazione, capace di rispondere a qualsiasi bisogno egli avesse avuto. Volgersi alla croce, aprire il cuore a Gesù, affidarsi con fede a Lui, significa conoscere quest'amore che sorpassa ogni legge naturale.

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