La donna lasciò dunque la sua secchia e se ne andò in città
(Giovanni 4:28)

Una donna Samaritana, con una secchia in mano, si accostò a un pozzo per attingervi acqua. Quel contenitore testimoniava quale fosse la sua necessità principale. Presso quel pozzo, però, l'attendeva Gesù. Egli le rivelò una necessità più grande, che traeva la sua origine dall'arsura del suo cuore, e una fonte più profonda che poteva soddisfarne ogni anelito. Egli stesso, con la Sua opera, era quella "Fonte" di purezza e santità di cui essa aveva inconsapevole necessità. La donna abbandonò quella secchia ai piedi di Gesù offrendogli la "secchia" del proprio cuore. Gesù aveva saziato quell'anima assetata con il Suo perdono, con la Sua pace, con il Suo profondo ristoro, con la Sua preziosa presenza. A volte anche noi ci accostiamo a Gesù con "una secchia", con una necessità che a noi sembra essere vitale. Cristo, però, ci rivela le nostre vere necessità: quelle dell'anima. Vogliamo anche noi, come quella donna Samaritana, lasciare la nostra secchia ai piedi di Gesù e annunciare a tutti del nostro incontro con Lui?

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