Egli m'invocherà, e io gli risponderò; sarò con lui nei momenti difficili; lo libererò, e lo glorificherò
(Salmo 91:15)

Nel dolore possono esserci diverse reazioni, tra le quali il gridare. Quando qualcuno grida nel dolore, solitamente è per rabbia, per frustrazione. Il credente grida nell'afflizione, ma in maniera differente, egli grida al Signore, non per inveire, ma per invocare il Suo aiuto. Questo versetto è un sollievo per chi è in difficoltà, un conforto nell'afflizione, una speranza nell'oscurità. Soprattutto, una certezza che si erge nell'arena della fede come un riparo sicuro nei momenti in cui l'avversario cerca di scatenare contro di noi tutte le sue forze. Il salmista ha una certezza incrollabile: "Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!". Egli ha scelto di abitare al riparo dell'Altissimo, all'ombra della Sua maestà e sa, per certo, che Dio si prende cura di lui. Quante volte avrai gridato nel dolore in vita tua. Lo sfogo ha saziato il vuoto del momento per poco, e poi? Non si può che continuare a gridare. Perché oggi non ti rivolgi a Dio per invocare il Suo aiuto e la Sua benedizione? I risultati, vedrai, saranno nettamente diversi.

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