Dio non ci ha destinati a ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo
(1 Tessalonicesi 5:9)

Siamo immersi in una società che conosce momenti di buio terribile, fatti di ansie, paure, pessimismo, mancanza assoluta di prospettive. Quanta gente, angosciata dal fatto di non sapere quale sia il proprio destino, è alla ricerca di scappatoie irreali, di una salvezza artificiale. La Parola di oggi ci dice tutt'altro: il nostro destino non è l'ira, cioè la condanna a causa delle nostre trasgressioni e che ha come fine la morte eterna, bensì la salvezza per mezzo del Signore Gesù Cristo. Il nostro posto in questo mondo acquista senso soltanto se viviamo nella certezza che l'ultima parola su questa vita non è la morte, ma la vita eterna. È il dono di Dio per chi crede in Gesù Cristo e che si può assaporare già qui e ora. Se imparassimo a vivere sempre di più nella prospettiva della vita celeste, tutto intorno a noi assumerebbe un tono decisamente diverso. Il Signore ha già sconfitto la morte ed è risorto perché la nostra destinazione finale sia la gloria del cielo, l'eterna beatitudine che si può realizzare soltanto in Lui. Egli ha a cuore la nostra vita terrena, ma è interessato ancor di più all'eternità. E tu?

Sorry, this website uses features that your browser doesn’t support. Upgrade to a newer version of Firefox, Chrome, Safari, or Edge and you’ll be all set.