I Doni Spirituali: strumenti della grazia di Dio per l'edificazione della Chiesa
17.0 Introduzione
Dopo aver considerato la natura della Chiesa e i ministeri stabiliti da Cristo per la sua edificazione, è necessario affrontare un altro tema fondamentale della vita cristiana e particolarmente importante nell'ambiente evangelico: "i doni spirituali".
Pochi argomenti hanno generato tanto interesse, ma anche tante incomprensioni, quanto quello dei doni dello Spirito Santo. Da una parte vi sono coloro che li trascurano o li ignorano completamente; dall'altra vi sono contesti in cui l'attenzione verso i doni finisce per prevalere sulla centralità di Cristo, della Parola di Dio e del carattere cristiano.
La Scrittura presenta una prospettiva equilibrata. I doni spirituali sono una preziosa manifestazione della grazia di Dio e svolgono un ruolo importante nella vita della Chiesa, ma non rappresentano il fine ultimo dell'opera dello Spirito Santo. Lo scopo primario dello Spirito è glorificare Cristo, edificare il Suo popolo e produrre il frutto della santità.
Comprendere correttamente questa dottrina aiuta il credente a evitare sia il razionalismo che spegne l'opera dello Spirito, sia l'entusiasmo incontrollato che può aprire la porta a confusione e abusi.
17.1 Che cosa sono i doni spirituali?
I doni spirituali sono capacità, manifestazioni e abilitazioni distribuite dallo Spirito Santo ai credenti per l'utilità comune e per l'edificazione della Chiesa. Paolo scrive: "Vi è diversità di carismi, ma vi è un medesimo Spirito." (1 Corinzi 12:4)
La parola "carisma" deriva da un termine che indica un dono di grazia. I doni spirituali non sono premi per la maturità o riconoscimenti per meriti personali, sono doni sovrani concessi dalla grazia di Dio.
17.2 L'origine dei doni spirituali
I doni provengono da Dio, non devono essere prodotti artificialmente e non sono il risultato della semplice capacità naturale dell'uomo. Paolo afferma: "Tutte queste cose le opera quell'unico e medesimo Spirito, distribuendo i suoi doni a ciascuno in particolare come vuole." (1 Corinzi 12:11)
La distribuzione dei doni appartiene alla sovranità dello Spirito Santo, ogni dono è affidato secondo la sapienza divina e nessun credente può pretendere un dono specifico come un diritto personale.
17.3 Lo scopo dei doni spirituali
La Bibbia è estremamente chiara riguardo alla finalità dei doni. Essi non esistono per esaltare chi li riceve, creare élite spirituali, impressionare gli altri o alimentare prestigio personale. Paolo dichiara: "A ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune." (1 Corinzi 12:7)
I doni vengono quindi distribuiti per:
- edificare la Chiesa;
- servire i credenti;
- favorire la crescita spirituale;
- sostenere la missione evangelistica;
- glorificare Cristo.
Ogni uso dei doni che sposti l'attenzione dall'edificazione della Chiesa all'esaltazione dell'individuo si allontana dallo scopo biblico.
17.4 Diversità e unità
Uno dei temi centrali di 1 Corinzi 12 è la diversità dei doni, Dio non necessariamente distribuisce gli stessi doni a tutti. Esiste una grande varietà di funzioni e manifestazioni e questa diversità non deve produrre competizione ma complementarità. Paolo utilizza l'immagine del corpo: "Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua." (1 Corinzi 12:27) Come il corpo possiede molte membra con funzioni differenti, così la Chiesa è composta da credenti che ricevono doni differenti. La diversità dei doni è una ricchezza, non un problema.
17.5 Le principali categorie dei doni
Nel Nuovo Testamento sono elencati vari doni spirituali: pur non trattandosi di liste esaustive, ci aiutano a comprenderne la grande varietà.
Doni di servizio
Tra questi troviamo:
- servizio;
- assistenza;
- amministrazione;
- misericordia;
- liberalità.
Spesso sono meno visibili, ma risultano essenziali per la vita della Chiesa. Molte comunità crescono grazie a credenti che servono fedelmente senza cercare riconoscimenti.
Doni di insegnamento ed edificazione
Comprendono:
- insegnamento;
- esortazione;
- evangelizzazione;
- sapienza;
- conoscenza.
Attraverso questi doni la Chiesa viene istruita, rafforzata e guidata nella verità.
Doni di manifestazione spirituale
In 1 Corinzi 12 Paolo elenca:
- parola di sapienza;
- parola di conoscenza;
- fede;
- doni di guarigioni;
- operazioni di miracoli;
- profezia;
- discernimento degli spiriti;
- diversità di lingue;
- interpretazione delle lingue.
Questi doni manifestano in modo particolare l'azione dello Spirito Santo nella comunità.
17.6 I doni e il frutto dello Spirito
Uno dei principi più importanti da comprendere è la differenza tra doni e frutto:
I doni sono distribuiti secondo la volontà dello Spirito Santo, riguardano il servizio e possono essere presenti anche in credenti ancora immaturi.
Il frutto dello Spirito riguarda il carattere ed è il risultato del processo di santificazione. Comprende:
- amore;
- gioia;
- pace;
- pazienza;
- benevolenza;
- bontà;
- fedeltà;
- mansuetudine;
- autocontrollo.
La maturità spirituale si misura principalmente dal frutto e non dai doni. Una persona può esercitare un dono e avere comunque bisogno di crescere nel carattere cristiano.
17.7 Il primato dell'amore
È significativo che tra i capitoli 12 e 14 di 1 Corinzi, dedicati ai doni spirituali, Paolo inserisca il capitolo 13, dedicato all'amore. Egli afferma: "Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo." (1 Corinzi 13:1)
L'amore è superiore agli altri doni, infatti, l'autentica spiritualità non si misura dalla spettacolarità delle manifestazioni, ma dalla presenza dell'amore cristiano, senza il quale anche i doni più grandi perdono il loro valore.
17.8 L'ordine nell'esercizio dei doni
Un altro principio fondamentale riguarda l'ordine con il quale i doni vengono esercitati. La Chiesa di Corinto manifestava abbondanza di doni ma anche notevole disordine. Paolo non proibisce i doni, li disciplina e conclude: "Ogni cosa sia fatta con dignità e con ordine." (1 Corinzi 14:40)
Lo Spirito Santo non genera confusione. Le Sue manifestazioni autentiche si armonizzano sempre con:
- la Parola di Dio;
- l'edificazione della Chiesa;
- l'ordine spirituale.
17.9 Il discernimento spirituale
La Scrittura insegna che non ogni manifestazione spirituale proviene necessariamente da Dio, per questo motivo esiste il dono del discernimento ed in alcuni casi è anche richiesta la valutazione comunitaria. Giovanni ammonisce: "Non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio." (1 Giovanni 4:1)
La vera spiritualità non è creduloneria, è sensibilità all’opera dello Spirito Santo accompagnata da discernimento biblico.
17.10 I doni e la centralità di Cristo
Una delle prove più importanti dell'autenticità dei doni consiste nella loro capacità di esaltare Cristo. Gesù disse riguardo allo Spirito Santo: "Egli mi glorificherà." (Giovanni 16:14)
Quando i doni spirituali operano correttamente:
- Cristo viene esaltato;
- la Chiesa viene edificata;
- la fede viene rafforzata;
- la Parola viene confermata.
Quando invece l'attenzione si concentra principalmente sull'uomo, sul leader o sul fenomeno, si perde l'equilibrio biblico.
17.11 Errori e fraintendimenti comuni
- "I doni spirituali misurano la maturità": La maturità si misura soprattutto attraverso il frutto dello Spirito e la santità della vita.
- "Tutti devono possedere gli stessi doni": La Scrittura insegna chiaramente che lo Spirito distribuisce i doni in modo differente.
- "I doni servono per esaltare chi li riceve": Essi sono dati per servire gli altri.
- "La manifestazione spirituale è sempre autentica": La Bibbia insegna la necessità del discernimento.
- "L'esperienza è superiore alla Parola": Ogni esperienza spirituale deve essere valutata alla luce della Scrittura.
- "I doni possono sostituire il carattere cristiano": La crescita nel carattere rimane prioritaria rispetto all'esercizio dei doni.
17.12 Applicazioni per la chiesa oggi
Chi comprende correttamente la dottrina dei doni spirituali:
- sviluppa gratitudine verso Dio;
- desidera essere utile alla Chiesa;
- evita il protagonismo spirituale;
- ricerca il bene comune;
- esercita discernimento;
- mantiene Cristo al centro;
- valorizza sia il frutto sia i doni dello Spirito.
Comprende inoltre che ogni credente è chiamato a servire il Corpo di Cristo con ciò che ha ricevuto dal Signore.
17.13 Versetti da consultare
- Romani 12:3-8
- 1 Corinzi 12:1-31
- 1 Corinzi 13:1-13
- 1 Corinzi 14:1-40
- Efesini 4:7-16
- 1 Tessalonicesi 5:19-21
- 1 Pietro 4:10-11
- 1 Giovanni 4:1
- Giovanni 16:14
17.14 Conclusione
I doni spirituali sono manifestazioni della grazia di Dio distribuite dallo Spirito Santo ai credenti per l'edificazione della Chiesa e per dare gloria a Cristo. Essi costituiscono una risorsa preziosa per il servizio, la testimonianza e la crescita del Corpo di Cristo, ma devono sempre essere esercitati in armonia con la Scrittura, nell'amore e con ordine.
La vera spiritualità non consiste nel possedere doni straordinari, ma nel vivere una vita sottomessa a Cristo e trasformata dallo Spirito Santo. I doni sono importanti, ma il loro valore si manifesta pienamente soltanto quando operano insieme al frutto dello Spirito Santo e alla sana dottrina.
In un tempo in cui alcuni trascurano i doni e altri li enfatizzano oltre misura, la Chiesa è chiamata a recuperare l'equilibrio apostolico: desiderare sinceramente tutto ciò che lo Spirito Santo vuole operare, esercitarlo con discernimento e umiltà, e mantenere costantemente Gesù Cristo al centro di ogni manifestazione spirituale.