La Parola di Dio rivelata: differenze tra cattolicesimo ed evangelismo
Nel vasto panorama della teologia cristiana, la questione della rivelazione divina emerge come uno dei temi fondamentali ma anche più controversi. La rivelazione, intesa come la manifestazione di Dio stesso e della Sua volontà, costituisce il fondamento della fede cristiana, tuttavia le principali correnti di pensiero, cattolico ed evangelico, interpretano e comprendono questo concetto in modi significativamente differenti. Questo articolo si propone, succintamente, di esplorare le differenze sostanziali alla luce della Sacra Scrittura.
Nell’arco dei secoli, fin dalla creazione del genere umano, Dio ha rivelato Sé stesso ed il Suo piano di salvezza in modo progressivo, adottando mezzi e sistemi compatibili alle capacità di comprensione dei vari popoli nelle varie epoche. Fin dai tempi più antichi Dio ha manifestato Sé stesso per mezzo della creazione che, se pur sperimentata attraverso i sensi, ha indotto nell’uomo interiore la percezione dell’eternità intesa come desiderio di trascendenza.
“infatti quel che si può conoscer di Dio è manifesto in loro, avendolo Iddio loro manifestato; poiché le perfezioni invisibili di lui, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente sin dalla creazione del mondo, essendo intese per mezzo delle opere sue” (Romani 1:19-20)
“Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo; egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero della eternità, quantunque l'uomo non possa comprendere dal principio alla fine l'opera che Dio ha fatta” (Ecclesiate 3:11)
Questa esperienza, tuttavia, poteva fornire solo una rivelazione parziale di Dio e della Sua volontà, rivelazione insufficiente a ristabilire la relazione tra l’uomo ed il suo Creatore interrotta a causa del peccato di disobbedienza. Dio allora si è rivelato tramite i Suoi profeti, stabilendo leggi e prescrizioni atte a formare e preparare il Suo popolo all’avvento del Messia, il Salvatore promesso fin dall’inizio dell’esperienza umana (Genesi 3:15).
“Talché la legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede. Ma ora che la fede è venuta, noi non siamo più sotto pedagogo” (Galati 3:24)
Infatti, quando i tempi furono maturi Dio rivelò Sé stesso e la Propria volontà in modo completo e definitivo mediante il Suo figliuolo Gesù Cristo (vero Dio e vero uomo) che è il compimento del piano di salvezza di Dio per l’umanità stabilito, per la Sua onniscenza, prima che il mondo fosse (1 Pietro 1:18-20).
“… ma quando giunse la pienezza de' tempi, Iddio mandò il suo Figliuolo, nato di donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione di figliuoli” (Galati 4:4-5)
"Iddio, dopo aver in molte volte e in molte maniere parlato anticamente ai padri per mezzo de' profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi mediante il suo Figliuolo, ch'Egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale pure ha creato i mondi" (Ebrei 1:1-2)
Il contenuto di questa Rivelazione si trova nella Bibbia (Sacra Scrittura o Parola di Dio) che raccoglie, distinti tra Antico e Nuovo Testamento, l’insieme dei 66 libri redatti, per ispirazione dello Spirito Santo, da circa quaranta autori diversi e di diversa estrazione sociale, durante un periodo temporale di circa 1500 anni. La caratteristica straordinaria della Bibbia, che risulta inconfutabile persino dai suoi più acerrimi detrattori, sta proprio nel fatto che autori di diversa estrazione sociale, in epoche diverse per cultura e conoscenza, siano riusciti a scrivere libri che, seppure coerenti agli stili e generi letterali dell’epoca di redazione, riescano a fornire insegnamenti ed indicazioni che, dalla prima pagina di Genesi all'ultima di Apocalisse, si sviluppano in una precisa comunione d’intenti rivolta al raggiungimento del fine ultimo: “La salvezza dell’uomo”. La Bibbia ha quindi una visione cristocentrica proprio perché evidenzia che l’unica possibilità di scampo al Giusto Giudizio di Dio risiede solo in Gesù Cristo e nella sua missione salvifica.
"Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16)
"Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l'ira di Dio resta sopra lui" (Giovanni 3:36)
Questo tema viene ampiamente annunciato nell’Antico Testamento attraverso varie figure, simbolismi e profezie (Giovanni 5:46-47) ma è reso pienamente manifesto nel Nuovo Testamento tramite il racconto dell’adempimento (Luca 24:44) di tutte le profezie relative alla prima venuta del Messia Gesù e nell’opera evangelistica ed apostolica dei discepoli durante il I° secolo dopo Cristo.
Nonostante molte persone ritengano che la Bibbia sia una collezione di miti e leggende è ampiamente dimostrabile che luoghi e narrazioni in essa contenuti siano storicamente verificabili e del tutto attendibili; tramite studi storiografici si è potuto anche riscontrare come profezie relative ad eventi storici, anche di notevole importanza, abbiano avuto, nel tempo stabilito, il loro completo adempimento. È inoltre curioso osservare come in alcuni scritti veterotestamentari si possono intravedere anche indicazioni di carattere scientifico, come ad esempio la descrizione del “ciclo idrologico o dell’acqua” (Giobbe 36:27-29), contenuta nel libro di Giobbe, redatto secondo una stima radiometrica circa 3500 anni fa, ciclo che fu definito scientificamente soltanto alla fine del XVI secolo.
Ovviamente queste peculiarità delle Bibbia possono trovare giustificazione solo considerando che il vero ed unico Autore di tutta l’opera sia stato Dio stesso per mezzo dello Spirito Santo, verità che è stata testimoniata con fermezza anche dai padri apostolici del primo secolo dopo Cristo assumendo che la Scrittura fosse pienamente sufficiente a fornire ogni insegnamento utile al credente e che null’altro fosse quindi necessario.
"Abbiamo pure la parola profetica, più ferma, alla quale fate bene di prestare attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga ne' vostri cuori; sapendo prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura procede da vedute particolari; poiché non è dalla volontà dell'uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo." (2 Pietro 1:19-21)
Nei secoli successivi, con la secolarizzazione della chiesa neotestamentaria, le tradizioni e le credenze derivanti dalle delibere dei Concili e dalle varie encicliche papali furono elevate allo stesso rango delle Sacre Scritture e quindi imposte dogmaticamente come materia di fede, pena la condanna a morte per eresia agli eventuali oppositori (“santa” inquisizione). Fu con la Riforma del XVI secolo che la Chiesa scismatica così detta “Protestante” reintrodusse, come elemento distintivo della propria fede, il principio della "Sola Scriptura" da contrapporre all'insegnamento della Chiesa Cattolica Romana, considerata non solo nella prassi ma anche nella dottrina, non più conforme alla Parola di Dio. Questo ristabiliva l’originario principio apostolico secondo il quale si riconoscevano come degne di fede solo le affermazioni attestate inequivocabilmente dai libri canonici della Bibbia rifiutando quindi tutti i dogmi e le pratiche religiose, sviluppate nel corso dei secoli dalla Chiesa Cattolica Romana, che non avevano un chiaro riscontro nelle Sacre Scritture, principio che tutt’ora osservato dalla fede evangelica.
Alla luce di quanto sopra esposto è possibile tracciare la sostanziale differenza tra dottina cattolica ed evangelica in materia di "Fonte della rivelazione divina”:
La Fede Cattolica definisce quale base per la propria dottrina la Sacra Scrittura integrata dalla così detta “Tradizione” che raccoglie, tra l’altro, testi apocrifi, pratiche di culto, precetti, regole ecclesiastiche e dogmi formulati, nel corso dei secoli, mediante l'esercizio del magistero ecclesiastico che vede la sua massima espressione nella infallibilità papale (Concilio Vaticano I - 1870). Appare incredibile ma in pratica, per la Chiesa Cattolica, le Sacre Scritture non sono sufficienti a fornire la piena rivelazione della volontà di Dio e del Suo piano di salvezza ma necessitano di essere interpretate ed integrate per mezzo dalla Tradizione ecclesiastica, frutto del pensiero filosofico e dell’interpretazione umana.
La Fede Evangelica accetta come unica base infallibile di rivelazione e di dottrina la Sacra Scrittura che, negli scritti originali, è l’inerrante Parola di Dio, ispirata, sufficiente ed unica autorevole guida di condotta per ogni credente.
"… e che fin da fanciullo hai avuto conoscenza degli Scritti sacri, i quali possono renderti savio a salute mediante la fede che è in Cristo Gesù. Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona" (2 Timoteo 3:15-17)
"quando riceveste da noi la parola della predicazione, cioè la parola di Dio, voi l'accettaste non come parola d'uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete" (1 Tessalonicesi 2:13)
“infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco” (Romani 1:16)
Crede che la Rivelazione di Dio si sia completata con la venuta di Gesù Cristo e che nessuno possa aggiungere altro a quello che Egli stesso ci ha rivelato e trasmesso.
" Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose … " (Ebrei 1:1-2)
"... onde per nostro mezzo impariate a praticare il non oltre quel che è scritto ..." (1 Corinzi 4:6)
La Fede Evangelica non riconosce infallibilità ad alcuna persona o organizzazione religiosa e non accetta dogmi, tradizioni, insegnamenti, interpretazioni e pratiche di culto che non siano inequivocabilmente documentati nella Bibbia.
"Guardate che non vi sia alcuno che faccia di voi sua preda con la filosofia e con vanità ingannatrice secondo la tradizione degli uomini, gli elementi del mondo, e non secondo Cristo" (Colossesi 2:8)
"Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana fu recata mai una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio" (2 Pietro 1:20-21)
Conclusione
L’arma più usata dal diavolo nella sua guerra all’umanità è sempre stata l’incredulità. Fin dai tempi più remoti il suo scopo principale è stato quello di produrre separazione tra il Creatore e la creatura proprio per mezzo della diffidenza che riesce ad inculcare nell’uomo nei confronti della Parola Dio, pretendendo sempre di fornire nuove "interpretazioni autentiche” (Genesi 3:3-5) a quella che è la semplice volontà di Dio. È triste constatare che purtroppo è ancora così; per mezzo dell’azione seduttrice del medesimo spirito la Parola di Dio viene pesantemente deturpata ed oltraggiata dalle più svariate interpretazioni umane (anche in ambito protestante e non solo cattolico o ortodosso) che ne snaturano i contenuti facendo perdere alle Sacre Scritture autorevolezza, credibilità e potenza che invece Le appartengono in quanto opera dello Spirito Santo. Fu proprio il Signore Gesù Cristo, in svariate occasioni, a contestare al sistema religioso del Suo tempo questa pratica:
"... E avete annullata la parola di Dio a cagion della vostra tradizione. Ipocriti, ben profetò Isaia di voi quando disse: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che son precetti d'uomini" (Matteo 15-6-9)
L’incontaminata Parola di Dio, così come è stata suggerita agli autori da parte dello Spirito Santo, è strumento essenziale per la crescita della fede (Romani 10:17) e arma efficace (Efesini 6:17) per contrastare efficacemente gli attacchi delle potenze del male. All’inizio della Sua missione terrena, Gesù ebbe modo di essere sottoposto ad un tempo di forte tentazione; lo Spirito Santo lo condusse nel deserto e ci rimase per 40 giorni senza bere e mangiare. Sperando fosse il momento più opportuno il diavolo si presentò a Lui sperando di fare fallire, sul nascere, la missione del Cristo di salvare l’umanità dalle conseguenze della propria ribellione a Dio. Gesù che pure era Dio stesso incarnato, avrebbe potuto dare corso alla Sua straordinaria potenza per contrastare il tentatore, invece utilizza un’arma forse inaspettata, proprio la Sacra Scrittura! Infatti ad ogni attacco del diavolo risponde con: STA SCRITTO!!!
"Allora Gesù fu condotto dallo Spirito su nel deserto, per esser tentato dal diavolo. E dopo che ebbe digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. E il tentatore, accostatosi, gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, di' che queste pietre divengan pani. Ma egli rispondendo disse: Sta scritto: Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma d'ogni parola che procede dalla bocca di Dio. Allora il diavolo lo menò seco nella santa città e lo pose sul pinnacolo del tempio, e gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: Egli darà ordine ai suoi angeli intorno a te, ed essi ti porteranno sulle loro mani, che talora tu non urti col piede contro una pietra. Gesù gli disse: Egli è altresì scritto: Non tentare il Signore Iddio tuo. Di nuovo il diavolo lo menò seco sopra un monte altissimo, e gli mostrò tutti i regni del mondo e la lor gloria, e gli disse: Tutte queste cose io te le darò, se, prostrandoti, tu mi adori. Allora Gesù gli disse: Va', Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto. Allora il diavolo lo lasciò; ed ecco degli angeli vennero a lui e lo servivano." (Matteo 4:1-11)
È singolare che alla seconda tentazione, sperando di essere più convincente, il diavolo citasse le Sacre Scritture contenute nel Salmo 91 versi 11 e 12, ovviamente estrapolandole dal loro contesto, invitando Gesù a buttarsi giù dal pinnacolo del tempio perché Dio lo avrebbe certamente salvato. La tentazione fu proprio quella di indurLo a compiere un gesto spettacolare che avrebbe mostrato a tutti la Sua messianicità. Ma compiere un gesto del genere sarebbe stato contrario alla volontà di Dio, sarebbe stato tentare Dio. La gloria per Gesù infatti si doveva concretizzare solo attraverso la croce e non tramite manifestazioni spettacolari fini a sè stesse che Gesù non compì mai durante il Suo ministerio terreno. Gesù quindi lo respinse duramente rispondendo: «È altresì scritto: “Non tentare il Signore Dio tuo”». Al termine di queste tentazioni è scritto che Satana se ne andò sconfitto.
Gesù ha scelto le Sacre Scritture per vincere contro il tentatore, lasciando all’umanità una traccia inequivocabile da seguire per vincere la partita più difficile che sta giocando, quella contro le terribili conseguenze del peccato, frutto della caparbia scelta dell’uomo di non ascoltare il Suo Creatore che invece si rivela proprio attraverso la Bibbia, incontaminata Parola di Dio, unica e infallibile guida per la fede e per la comprensione della volontà di Dio.