Persone stilizzate con sopra la testa punti interrogativi ed esclamativi

Secondo il dogma cattolico della transustanziazione, durante la celebrazione eucaristica l'ostia ed il vino si "trasformerebbero", non simbolicamente ma realmente, nel corpo e nel sangue del Cristo. Il "pane" ed il "vino" quindi conserverebbero solo le apparenze della materia precedente alla preghiera eucaristica perché le sostanze sarebbero realmente trasformate nella "carne" e nel "sangue" del Signore Gesù Cristo. Tale verità dogmatica è sancita all'art. n. 1376 del Catechismo della chiesa cattolica che recita testualmente: «con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del Suo Sangue».

Premesso che la pretesa di replicare il sacrificio di Cristo ogni volta che si celebra messa (quindi svariate volte al giorno per milioni di celebrazioni simultanee nel mondo) non trova riscontro nella Bibbia (a tal proposito si legga)

"E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l'aspettano per la loro salvezza" (Lettera agli Ebrei 9:27-28)

"Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e ad offrire molte volte gli stessi sacrifici che non possono mai eliminare i peccati. Egli (Gesù Cristo) al contrario, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati una volta per sempre si è assiso alla destra di Dio, aspettando ormai solo che i suoi nemici vengano posti sotto i suoi piedi. Poiché con un'unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati" (Lettera agli Ebrei 10:11-14)

appare evidente che se la transustanziazione dovesse realmente avvenire i celiaci, intolleranti all’amido di frumento, non avrebbero quindi nulla da temere dall’assunzione dell'ostia. Ma così non è perchè per far fronte a queste problematiche vengono prodotte speciali ostie a basso contenuto di glutine appositamente prodotte per coloro che ne sono intolleranti. Non completamente prive però, in quanto La Congregazione per la Dottrina della Fede, il 19 giugno 1995 inviò una lettera circolare ai Presidenti delle Conferenze Episcopali puntualizzando che: «le ostie speciali nelle quali il glutine è completamente assente (quibus glutinum ablatum est) sono materia invalida per l’Eucaristia».

Ostacoli insormontabili avrebbero i celiaci ma anche gli astemi che volessero realizzare la propria vocazione in ambito ecclesiastico poichè per essi le porte dei seminari sarebbero irrimediabilmente chiuse!  Infatti dal 1995 è in vigore un documento, approvato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, secondo cui, come è riportato al punto d) del terzo paragrafo, «…i candidati al sacerdozio che sono affetti da celiachia o soffrono di alcoolismo o malattie analoghe […] non possono essere ammessi agli Ordini Sacri».

La “curiosa” – per usare un eufemismo – associazione tra alcolismo e celiachia, deriva dall'assunto che essendo pane e vino, come già detto, elementi centrali dell’eucaristia, la chiesa impone che gli aspiranti preti debbano condurre la celebrazione senza dover ricorrere ad espedienti per sostituire gli elementi in questione poichè tale sostituzione renderebbe inefficace il "sacrificio eucaristico". L’intolleranza al glutine quindi diventa un doppio problema per i seminaristi, che non solo devono vivere affrontando le difficoltà di una dieta celiaca, ma si trovano anche sbarrata la strada che conduce al compimento della loro vocazione. La “Lettera circolare ai Presidenti delle Conferenze Episcopali sulla materia dell’Eucaristia”, firmata dall’allora Cardinale Joseph Ratzinger, è molto chiara in materia: nessuna concessione, nessun permesso speciale, e la richiesta esplicita di «evitare lo scandalo» (paragrafo III, punto c).

E’ evidente quindi, come il dogma venga smentito non solo dalle verità Bibliche ma persino dagli stessi che se lo sono inventato. È rilevante infine constatare che tale dogma era sconosciuto sia durante l’epoca apostolica che quella post-apostolica. Fu una setta eretica gnostica, i Marcosiani Valentiniani, ad elaborare la dottrina della transustanziazione, condannata dalla chiesa per bocca dell’eminente teologo Sant’Ireneo ed elevata a dogma, dopo dispute secolari, nel 1215 sotto il Papato di Innocenzo III.

Sorry, this website uses features that your browser doesn’t support. Upgrade to a newer version of Firefox, Chrome, Safari, or Edge and you’ll be all set.

Salva
Preferenze utente dei Cookies
Utilizziamo i cookie per assicurarti di ottenere la migliore esperienza sul nostro sito web. Se rifiuti che siano utilizzati i cookies, questo sito potrebbe non funzionare come previsto.
Accetta tutto
Rifiuta tutto
LEGGI
Analytics
Strumenti utilizzati per analizzare i dati per misurare l'efficacia di un sito web e per capire come funziona.
Google Analytics
Accetta
Rifiuta
Unknown
Unknown
Accetta
Rifiuta